Perché questa mozione
Per me è stato un onore, oltre che un grande impegno, portare in Consiglio questa mozione, scritta insieme al gruppo Montelupo è Partecipazione. A Gaza non c’è nessun vincitore, ma solo sconfitti: non possiamo ritenere più importanti le morti di alcuni che di altri, e abbiamo il dovere di non mostrarci più indifferenti.
Testo della mozione
Scarica il PDF (266 KB)Premesso e ribadito che
- sono parimenti condannati i fatti del 7 ottobre 2023 e tutti gli attacchi perpetrati nei confronti dei civili israeliani da parte dell’organizzazione fondamentalista Hamas, che comunque non giustificano la risposta attuata dallo Stato di Israele;
- il 29 dicembre 2023 lo Stato del Sudafrica ha presentato una denuncia alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) per una condotta ritenuta genocida da parte delle Forze Armate Israeliane (IDF) e del Governo dello Stato di Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio del 1948, in particolare violante gli articoli II e III della suddetta Convenzione;
- mediante suddetta denuncia lo Stato del Sudafrica ha richiesto a Israele di cessare le uccisioni e i gravi danni fisici e mentali ai palestinesi di Gaza, e di cessare di imporre loro deliberatamente condizioni di vita volte alla loro distruzione fisica come gruppo;
- gli Stati di Spagna, Malaysia, Turchia, Bangladesh, Giordania, Egitto, Libia, Bolivia, Maldive, Pakistan, Namibia, Senegal, Colombia, Brasile, Cile, Messico, Nicaragua e Irlanda hanno sin da subito espresso il sostegno alla causa intentata dallo Stato del Sudafrica;
- per conto di suddetta denuncia, il 26 gennaio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) si è pronunciata imponendo delle misure cautelari nei confronti dello Stato di Israele;
- numerose organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra le quali figurano Amnesty International e Human Rights Watch, hanno indipendentemente verificato la tesi dello Stato del Sudafrica;
Preso atto che
- il 29 maggio 2025 il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha inviato a tutti i dirigenti e i dipendenti della Regione Puglia una lettera affinché venisse interrotto “ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto Governo e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella striscia di Gaza”, ribadendo di aver preso posizione “nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano”;
- il 31 maggio 2025 il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha a sua volta inviato una lettera alla Giunta della Regione Emilia-Romagna e a tutti i direttori generali e dirigenti della Regione e delle Agenzie regionali a essa collegate invitando a “interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del suddetto Governo [israeliano] e con tutti i soggetti a esso direttamente riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato”, citando le gravi violenze in atto nella Striscia di Gaza e in considerazione del procedimento avviato dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu;
- l’11 giugno 2025 il Consiglio regionale della Toscana ha presentato, discusso e approvato una mozione con oggetto “In merito alle interruzioni delle collaborazioni con il Governo israeliano a seguito delle persistenti violazioni del diritto internazionale umanitario nella Striscia di Gaza”, la quale impegna la Giunta regionale ad “interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del Governo israeliano e con gli enti e le strutture ad esso direttamente riconducibili”;
- nella medesima data, il Consiglio regionale della Toscana ha presentato, discusso e approvato un’altra mozione, con oggetto “Per la sospensione delle collaborazioni e dei rapporti istituzionali tra la Regione Toscana e il governo israeliano”, con la quale si ribadisce l’impegno della Giunta regionale a “sospendere immediatamente ogni forma di scambio commerciale, collaborazione e cooperazione tra tutte le articolazioni della Regione Toscana e lo Stato di Israele”, nonché a “reiterare la ferma condanna della condotta genocida del Governo e dell’esercito israeliani, che stanno perpetrando lo sterminio sistematico della popolazione civile palestinese, utilizzando la fame, la carestia e le malattie come strumenti di guerra”;
- il 23 luglio 2025 il Consiglio comunale di Empoli ha discusso e approvato una mozione con oggetto “Interruzioni delle collaborazioni con il governo e con enti israeliani a causa delle persistenti violazioni del diritto internazionale a Gaza e in Cisgiordania”, invitando all’interruzione delle relazioni istituzionali con i rappresentanti del Governo israeliano e degli enti ad esso direttamente riconducibili fino al completo ripristino del rispetto del diritto internazionale da parte dello Stato di Israele;
Considerato che
- la condotta criminale del Governo israeliano si è protratta nel tempo senza che fosse manifestato alcun segnale concreto di apertura al ripristino della pace duratura, come oggettivamente documentato dai continui bombardamenti nei confronti dei civili palestinesi, che hanno colpito ripetutamente ospedali, scuole, università, biblioteche, centri di distribuzione di alimenti e acqua ed anche luoghi di culto, comprese una chiesa cattolica;
- la condotta criminale si è sostanziata anche nell’impedire il flusso di aiuti umanitari così da causare gravissimi problemi di denutrizione che hanno causato vittime soprattutto tra i bambini;
- nel tentativo di riabilitare la propria immagine, lo Stato di Israele, in collaborazione con gli Stati Uniti d’America, ha istituito la Gaza Humanitarian Foundation (“Fondazione umanitaria di Gaza”), con l’obiettivo dichiarato di fornire aiuti umanitari a migliaia di palestinesi nella Striscia di Gaza, e tale iniziativa è stata oggetto di forti critiche da parte di numerosi enti internazionali, tra cui il Center for Constitutional Rights, che hanno segnalato gravi criticità operative e potenziali complicità in crimini di guerra, che avrebbero causato la morte di almeno 400 palestinesi;
- gli stessi Stati Uniti d’America hanno sanzionato duramente la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, dopo che questa, in relazione al proprio incarico, aveva pubblicato un rapporto dal titolo From economy of occupation to economy of genocide (“Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”), nel quale aveva evidenziato le forti criticità delle operazioni condotte dal Governo israeliano nei territori palestinesi;
Ritenuto che
- è dovere delle istituzioni agire continuamente nell’interesse dei giusti e degli indifesi, resistendo fermamente a ideologie contrarie ai più elementari diritti civili;
- il boicottaggio non ha nessuna natura discriminatoria, configurandosi piuttosto come uno strumento pacifico di pressione etica e politica, utilizzato storicamente anche contro il regime dell’apartheid sudafricano;
Si impegnano il Sindaco e la Giunta
- a farsi promotori nelle sedi istituzionali competenti di un percorso volto al riconoscimento formale dell’unità politica e territoriale dello Stato palestinese e al raggiungimento della pace nei territori palestinesi occupati, esigendo il rispetto immediato di un cessate il fuoco e la liberazione incondizionata degli ostaggi e prigionieri, sia israeliani che palestinesi;
- a farsi parimenti promotori, nel rispetto delle proprie prerogative istituzionali, di un percorso di approfondimento e sensibilizzazione sul conflitto israelo-palestinese, finalizzato a favorire una più ampia comprensione delle dinamiche storiche, politiche, culturali e sociali alla base del complesso conflitto, potenziando le competenze necessarie per la concreta promozione di una pace duratura sulla base del rispetto dei diritti umani e della collaborazione tra i popoli;
- a condannare la condotta criminale del Governo israeliano e a sospendere ogni forma di collaborazione istituzionale con i rappresentanti di tale Governo e con gli enti e le strutture ad esso direttamente riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che non sarà ripristinato pienamente il rispetto del diritto internazionale e degli esseri umani;
- a sostenere altresì una posizione chiara e coerente a sostegno della fine delle violenze e degli attacchi militari in relazione a tutte le guerre.
