Politica

Mozioni11 febbraio 2026

Solidarietà al popolo iraniano e condanna delle repressioni del regime della Repubblica Islamica dell’Iran

Mozione di solidarietà al popolo iraniano e di ferma condanna delle violenti repressioni perpetrate dal regime liberticida della Repubblica Islamica dell’Iran.

Il mio intervento in Consiglio comunale sulla mozione «Solidarietà al popolo iraniano e condanna delle repressioni del regime della Repubblica Islamica dell’Iran». Guardalo su YouTube.
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Perché questa mozione

Il regime di Teheran terrorizza e uccide chi manifesta, nasconde i corpi e chiede alle famiglie un riscatto per riaverli. Con questa mozione diciamo che noi ci siamo, che Montelupo c’è: siamo vicini al popolo iraniano e contro qualsiasi regime autoritario.

Testo della mozione

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Premesso che

  • A distanza di 47 anni dalla Rivoluzione Khomeinista e dalla conseguente instaurazione di un regime di matrice puramente teocratica, l’Iran è ancora attraversato da una crisi politica e sociale senza precedenti nella sua storia recente, caratterizzata da una repressione sistematica delle libertà fondamentali e dei diritti umani, e da un utilizzo sproporzionato della forza nei confronti della popolazione civile;
  • In garanzia di quanto detto, il report annuale pubblicato il 29 aprile 2025 da Amnesty International (MDE 13/9275/2025)1 evidenzia un’ulteriore soppressione della libertà di espressione, di associazione e di protesta pacifica, anche attraverso l’uso indiscriminato e arbitrario della Polizia morale (in persiano گشت ارشاد, gašt-e eršâd) e di processi giudiziari riconosciuti come sistematicamente non giusti;
  • A partire dal 28 dicembre 2025, le iniziali proteste dei commercianti del Grande Bazar di Teheran contro l’aumento dell’inflazione hanno innescato un’ondata di mobilitazioni, che hanno visto la pronta adesione del mondo universitario iraniano e che si sono presto evolute in una collettiva protesta contro il regime liberticida iraniano con l’obiettivo di ottenere maggiori diritti e libertà civili, e migliori condizioni materiali di vita;
  • La rivolta civile del gennaio 2026 segue un’altra protesta evolutasi nel 2022 a seguito della morte di Mahsa Amini (in persiano مهسا امینی, in curdo ژینا ئەمینی), arrestata, tenuta in custodia, torturata e infine brutalmente uccisa dalla Polizia morale iraniana per aver violato la legge vigente in materia del portamento del velo;
  • Le massicce proteste del gennaio 2026 hanno innescato una capillare repressione, determinata da arresti sommari e arbitrari; limitazioni della libertà di espressione, movimento, riunione e informazione; detenzione illegale, e interruzione completa dell’accesso alla rete Internet;
  • Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (CGRI; in persiano سپاه پاسداران انقلاب اسلامی, sepāh-e pāsdārān-e enghelāb-e eslāmi), comunemente noto come pasdaran, ha a più riprese e sempre sistematicamente aperto il fuoco contro i manifestanti civili con il manifesto desiderio di terrorizzarli e ucciderli su espresso ordine del Leader Supremo Ali Khamenei23, anche attraverso l’impiego di tiratori scelti, come confermato da alcuni attivisti nella località Rasht4, talvolta impilando barbaricamente i cadaveri dei civili sui rimorchi dei camion, in congelatori o magazzini, in attesa dell’elargizione di un riscatto da parte delle famiglie per riaverli indietro5;
  • Il regime iraniano nega la possibilità di avere accesso al numero esatto delle vittime delle proteste, ma si sfiorerebbero almeno i 7000 morti secondo l’ultimo report fornito in data 10/02/2026 dalle ONG “Nessuno tocchi Caino” e “Harna”.

Considerato che

  • La criminale uccisione di Mahsa Amini ha dato adito alla nascita del movimento con slogan “Donna, Vita, Libertà”, che, in sinergia con i movimenti studenteschi, gli attivisti per i diritti umani e i dissidenti, prende parte all’attività protestativa tutti i giorni, rischiando la vita per chiedere la fine del regime e il ripristino delle libertà inalienabili dell’uomo e della donna;
  • Dal sopracitato rapporto di Amnesty International emerge una persistente censura dei media e il diniego di ingresso nel paese agli scienziati e ai diplomatici delle Nazioni Unite oltre che agli osservatori internazionali dei diritti umani.

Ricordato che

  • La repressione in atto ha provocato una dura e unanime condanna a livello internazionale, come testimoniato dalle prese di posizione delle istituzioni nazionali, europee e internazionali, oltre che da esponenti delle stesse;
  • La questione iraniana è particolarmente attenzionata degli organismi internazionali, ed è stata oggetto di dibattito nell’ultima seduta del Consiglio di Sicurezza dell’ONU;
  • Dal 2011, l’UE ha introdotto un regime di sanzioni nei confronti dell’Iran in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani nel paese, rinnovate dall’ottobre 2022, in considerazione del deterioramento dei diritti umani garantiti nel paese;
  • Finora sono stati adottati dieci pacchetti di sanzioni comprendenti il congelamento dei beni nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni politiche e militari del paese, e il divieto di vendere, fornire, esportare in Iran, attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna;
  • Il 12 gennaio 2026, la presidente del parlamento europeo Roberta Metsola ha annunciato l’interdizione all’accesso a tutte le sedi del Parlamento Europeo per tutti i diplomatici e rappresentanti iraniani.

Ritenuto che

  • Quello scatenato dalle autorità iraniane è un vero e proprio attacco coordinato ai diritti alla vita, alla dignità e alle libertà fondamentali del popolo iraniano, nel criminale tentativo di terrorizzarla e ridurla al silenzio;
  • Le modalità d’azione perpetrate dal regime rappresentano una chiara violazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, in aperto contrasto con quanto contenuto nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino;
  • Sia doverosa una condanna unanime e ferma delle violenze perpetrate dal regime iraniano, e un richiamo urgente all’utilizzo degli strumenti internazionali per ottenere la cessazione delle atrocità;
  • Ogni decisione sul futuro dell’istituzione iraniane deve essere espressione di una libera scelta democratica del popolo iraniano, in ossequio al diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Si impegnano il Sindaco e la Giunta

  • Ad affermare con decisione la dura condanna alle pratiche oppressive e autoritarie poste in essere dalla Repubblica Islamica dell’Iran;
  • A sostenere, nelle sedi istituzionali opportune, iniziative volte alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Iran, in linea con i principi del diritto internazionale e della nostra Carta Costituzionale;
  • A sollecitare il Governo e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a mantenere aperta e pienamente operativa l’Ambasciata italiana di Teheran, quale strumento essenziale di tutela, assistenza e dialogo, nonché a promuovere forme di protezione e accoglienza per i manifestanti e gli attivisti perseguitati, sottraendoli alle ritorsioni del regime;
  • A trasmettere una copia del testo della mozione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, come sollecito a farsi portavoce nelle sedi internazionali competenti di un ripristino urgente dei diritti umani e del diritto internazionale;
  • A riconoscere il pieno diritto del popolo iraniano all’autodeterminazione in un contesto politico e culturale libero da ingerenze estere, le quali hanno in passato alimentato o favoreggiato il disprezzo provato dagli iraniani nei confronti delle istituzioni internazionali o occidentali.

Note

  1. Iran: Human rights in Iran: Review of 2024/2025 archivio. ↩

  2. Iran, il documento dei Pasdaran inviato a tutti gli agenti: la «guida» per infiltrare le proteste archivio. ↩

  3. Khamenei ordered killings with approval of top state bodies, sources say archivio. ↩

  4. A Teheran impiccagioni all’alba e cecchini: generazione martirio archivio. ↩

  5. “Reports indicate that families were coerced to compensate for the bullets that executed their relatives, an extortionist tactic historically embedded in Iran’s theocratic apparatus. […]”, da How the Iranian regime uses the dead in its intimidation and propaganda machine archivio. ↩

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